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LE ORIGINI STORICHE
Il primo riscontro storico dell'esistenza dei Tarocchi risale al
Rinascimento italiano: fu allora che nelle corti degli Estensi a
Ferrara e dei Visconti-Sforza a Milano furono creati i mazzi più
antichi tuttora esistenti. Benché già a quel tempo gli Arcani
Maggiori avessero le caratteristiche attuali, non esistono prove che
i Tarocchi fossero, sia presso i nobili sia presso il popolo,
qualche cosa di più di un gioco di carte. L'ipotesi più accreditata
è che fossero un "gioco didattico", che insegnava per immagini
l'ordine cosmico secondo la teologia. Dall'Italia la moda dei
Tarocchi si estese alla Francia. Il primo mazzo Francese oggi
conosciuto fu stampato a Lione da Catelin Geofroy nel 1557 e questo
passaggio fu fondamentale, perché dalla Francia i Tarocchi si
diffusero in tutta Europa, con un'iconografia ben precisa,
riconoscibile ovunque, passata alla storia come Tarocco Marsigliese.
Ma fu alla fine del XVIII secolo, sempre in Francia, che i Tarocchi
vennero legati per la prima volta all'occulto e alla divinazione,
segnando da quel momento l'incredibile successo della Cartomanzia e
della sua diffusione.
I Tarocchi inoltre furono accolti nella simbologia iniziatica di
numerose confraternite esoteriche o massoniche. Quando nel XIX
secolo la Golden Dawn, un importantissimo Ordine esoterico inglese
(che contava tra i suoi membri intellettuali, artisti e personalità
politiche), si sciolse, ciò permise ad alcuni suoi membri, in
particolare ad Arthur Edward Waite e Aleister Crowley, di rivelare i
segreti iniziatici dell'Ordine, che si basavano quasi esclusivamente
sui Tarocchi. Risalgono sempre al XIX secolo i primi Tarocchi che
attribuivano un significato divinatorio anche agli Arcani Minori,
mentre quelli più antichi avevano come Arcani Minori un normale
mazzo a semi napoletani. A cavallo tra il XIX e il XX secolo vennero
gettate le basi definitive della Cartomanzia moderna.
TRA STORIA E LEGGENDA
Nel 1781, nell'ottavo volume dell'enciclopedia Monde Primitif,
l'archeologo francese Antoine Court de Gebelin affermava che i
Tarocchi discendevano dall'antico Egitto e rappresentavano il
leggendario Libro di Thoth. Era l'età dell'oro dell’egittofilia, per
cui non stupisce che quest'affermazione sia stata presa per vera e
immediatamente suffragata da "prove" storiche e archeologiche. Per
quanto ciascuna di esse si sia rivelata falsa nel corso del tempo, i
Tarocchi sono rimasti pesantemente condizionati dal "marchio
egizio". È molto probabile, tuttavia, che i Tarocchi risalgano a
epoca più antica del Rinascimento italiano, considerando che le
prove storiche della loro esistenza sono contemporanee
all'invenzione della stampa. Peraltro le immagini, apparentemente
cristiane, dei Tarocchi rinascimentali potrebbero avere un'origine
pagana e, attraverso l'Impero Romano, risalire fino ai culti
orientali di Iside e della Dea Madre. Tutto ciò è possibile ma non
esistono prove. È invece certo che l'evoluzione dei Tarocchi e della
cartomanzia nella Francia settecentesca abbia attinto a piene mani
dall'egittofilia e dalla tradizione magica ebraica, in particolare
dalla Cabala.
CHE COSA SONO I TAROCCHI
Dare una definizione univoca dei Tarocchi, un fenomeno che ha
attraversato tutta la cultura occidentale, influenzandola, è
impossibile. I Tarocchi sono stati nel passato un manuale
cosmologico e teologico, un gioco di carte e d'azzardo, un materiale
iconografico sul quale si sono cimentati i più grandi artisti, un
rituale di iniziazione, una via per divinare il futuro, un mezzo
magico per dominare la realtà e uno strumento per conoscere se
stessi. Al giorno d'oggi, crediamo che la definizione più esatta dei
Tarocchi sia questa: sono uno specchio che, correttamente impiegato,
fornisce un profondo aiuto psicologico a chi li utilizza. Tuttavia,
questa è pur sempre una definizione parziale e molte persone in
tutto il mondo utilizzano tali carte in modo diverso e secondo
prospettive differenti: del resto la stessa molteplicità dei
Tarocchi oggi esistenti li rende quanto mai preziosi e stimolanti. |